Shoot The Pump

Autore copertina
Anno pubblicazione
1981
Formato disco
LP 12"

Shoot The Pump

J Walter Negro & The Loose Jointz

Copertina di ALI 

Il disco e il contesto storico-musicale
Pubblicato nel 1981 dall’etichetta indipendente Zoo York Recordz, Shoot The Pump rappresenta uno dei documenti più originali della primissima stagione dell’hip hop newyorkese. Il progetto ruota attorno alla figura di Marc André Edmonds, noto come ALI e, in ambito musicale, J. Walter Negro. Protagonista della scena dei graffiti e tra gli ideatori del movimento Zoo York, operava in un ambiente creativo in cui musica, writing, skateboarding e arte urbana costituivano un unico linguaggio espressivo.
Il disco nasce in un momento di passaggio cruciale per la musica nera americana. Il funk e la disco stanno esaurendo la loro spinta commerciale, mentre nei quartieri del Bronx e di Harlem si consolida una nuova forma espressiva: l’hip hop, ancora sconosciuta al grande pubblico e priva di un nome condiviso al di fuori delle grandi città. Non ancora codificato, questo genere convive con funk, disco, punk, new wave e cultura latina, in un panorama musicale estremamente fluido, nel quale i confini tra le diverse scene artistiche sono ancora permeabili.
Shoot The Pump si colloca esattamente in questo punto di equilibrio instabile e diventa quasi un manifesto sonoro. Il disco fonde rap parlato, funk, rock e ritmi afro-latini, anticipando contaminazioni che diventeranno comuni soltanto alcuni anni dopo.
Il titolo dell’album riprende un’espressione dello slang urbano che indica il getto d’acqua sprigionato dagli idranti aperti abusivamente durante l’estate. Si trattava di una pratica assai diffusa, in quegli anni, nei quartieri popolari di New York, che trasformava le strade in improvvisati luoghi di ritrovo e refrigerio.
Il testo racconta proprio questo gesto collettivo ma, secondo l’interpretazione più diffusa, sfocia in un episodio ben più drammatico. Il protagonista, sorpreso dalla polizia con in mano la chiave inglese usata per aprire la valvola, viene scambiato per un uomo armato e si salva soltanto grazie a un giubbotto antiproiettile. È tra la leggerezza del gesto iniziale e la violenza dell’epilogo che si coglie, dietro il tono ironico del brano, una riflessione sulla tensione tra cultura di strada e repressione poliziesca, tema ricorrente nella New York dei primi anni Ottanta.

L’opera
La copertina è opera dello stesso ALI, alter ego di Marc André Edmonds, che firma un’illustrazione dal sapore fumettistico. L’immagine è dominata da un idrante antincendio aperto, ripreso a distanza ravvicinata mentre spruzza un potente getto d’acqua sulla strada allagata. Lo sfondo, sfumato nei toni dell’azzurro e del grigio, lascia emergere con forza la sagoma del dispositivo, il cui getto  accentua il senso di movimento e vitalità. In alto a sinistra compare un foglio apparentemente strappato e incollato con effetto collage: vi campeggia il titolo “Shoot The Pump” in un lettering colorato, che richiama i tag dei writers, mentre il nome del gruppo compare sotto, scritto a mano con una grafia in corsivo e informale. 
L’elemento più originale della composizione è l’etichetta centrale del disco, che sostituisce il tappo laterale. Questo accostamento fonde simbolicamente musica e spazio urbano: il supporto sonoro diventa parte integrante dell’arredo cittadino, suggerendo come l’hip hop sia un’espressione naturale della vita quotidiana e della strada. L’oggetto, comune e funzionale, viene così trasformato in un’icona popolare capace di rappresentare l’identità creativa della New York dei primi anni Ottanta.
Il retro di copertina sviluppa lo stesso linguaggio visivo, trasformandosi quasi in una parete cittadina. I crediti del disco sembrano fogli  o volantini affissi su un muro, mentre l’etichetta del vinile compare nuovamente inserito come tappo. Dettagli come la chiave inglese, il tubo aperto dal quale continua a sgocciolare l’acqua e le superfici consumate contribuiscono a rafforzare il carattere narrativo dell’illustrazione.
Dal punto di vista simbolico l’acqua assume un duplice significato. Da un lato rappresenta libertà, gioco e socialità, evocando le estati nei quartieri popolari di New York, quando l’apertura degli idranti diventava un momento di aggregazione collettiva, gioco e socialità. Dall’altro diventa metafora dell’energia creativa che caratterizza la nascente cultura hip hop: il flusso incontenibile del getto, il rap e i graffiti  irrompono nello spazio pubblico e trasformano le strade della città in un laboratorio di musica, arte e sperimentazione.
L’immagine privilegia un linguaggio diretto e immediato, coerente con la produzione visiva indipendente dei primi anni Ottanta. Più che ricercare un’eleganza formale, la copertina punta sull’efficacia comunicativa, traducendo in immagine lo spirito libero e multidisciplinare di una scena culturale nella quale musica, writing e arte urbana si influenzavano reciprocamente.

Curiosità e aneddoti
Il titolo Shoot The Pump deriva da un’espressione dello slang newyorkese che indicava l’apertura abusiva degli idranti durante l’estate, trasformando le strade dei quartieri popolari in grandi spazi di ritrovo e refrigerio.
Prima di dedicarsi alla musica, ALI era già una figura di rilievo nel mondo dei graffiti: iniziò a fare street tag nel 1970, in seguito fondò il collettivo Soul Artists (SA).
Nel 1973  coniò il termine “Zoo York” per descrivere l’assurdità della vita nella New York di quelli che lui definiva i “Sick Seventies” (“gli anni Settanta malati”). Ai suoi occhi la metropoli era un grande zoo umano, caotico e contraddittorio. L’idea nacque dopo una serata trascorsa con alcuni amici al Village Gate, dove assistette allo spettacolo satirico National Lampoon Lemmings, dedicato alla controcultura hippie. Con lo stesso nome battezzò anche un tunnel della metropolitana in costruzione sotto lo zoo di Central Park, destinato a diventare uno dei ritrovi più celebri della scena dei writer.
I suoi lavori contenevano spesso messaggi politici, una vena che lo portò, a partire dal 1979, a fondare e pubblicare la Zoo York Magazine, una rivista a fumetti dal tono satirico. L’esperienza maturata con Zoo York Magazine potrebbe aver influenzato anche l’impostazione grafica di Shoot The Pump: il tratto fumettistico e il lettering vistoso della copertina sembrano infatti richiamare il linguaggio visivo sperimentato sulle pagine della rivista.
Negli anni Settanta ALI rischiò la vita. In un tunnel della metropolitana, tra la 137ª e la 145ª strada, mentre dipingeva graffiti insieme a Futura 2000, alcune bombolette spray, appoggiate su quella che i due credevano fosse una terza rotaia disattivata, esplosero improvvisamente, avvolgendolo tra le fiamme. Futura lo soccorse e lo trasportò in ospedale, dove gli furono diagnosticate gravi ustioni, soprattutto alle mani e ai polsi. I medici consigliarono l’amputazione, ma la madre si oppose e l’artista riuscì a guarire, portando per sempre le cicatrici di quella notte.
Il gruppo J. Walter Negro & The Loose Joints si esibì nei club simbolo della downtown newyorkese, come il Peppermint Lounge e il Mudd Club, aprendo i concerti di Talking Heads, Blondie e Kid Creole & The Coconuts. Tra gli ospiti occasionali figurava anche Jean-Michel Basquiat, amico personale di ALI fin dagli anni della scena dei graffiti, molto prima di diventare una figura di fama internazionale. Il coautore di Shoot The Pump, Pablo Calogero, avrebbe in seguito composto musiche per la colonna sonora di Downtown 81, il film interpretato da Basquiat, noto anche con il titolo New York Beat Movie.

L’autore dell’opera
Marc André Edmonds ( 1956 – 1994), conosciuto artisticamente come ALI, è stato uno dei pionieri della cultura urbana newyorkese. Fu contemporaneamente writer, pittore, musicista e promotore culturale. È ricordato come fondatore del collettivo Soul Artists (SA) e tra gli ideatori del progetto  Zoo York, destinato a influenzare profondamente la cultura dei graffiti, dello skateboarding e dell’hip hop.
Frequentò l’Upper West Side di Manhattan insieme a futuri protagonisti della scena artistica come Jean-Michel Basquiat (SAMO), Futura 2000 e Pablo Calogero (COCA 82), contribuendo alla nascita di una nuova estetica urbana che  trasformò il writing da semplice atto clandestino a linguaggio artistico riconosciuto.
Nelle sue opere visive e musicali ALI mantenne sempre un forte legame con la realtà della strada, privilegiando immagini immediate, ironiche e fortemente simboliche. La copertina di Shoot The Pump sintetizza perfettamente questa poetica: un oggetto ordinario della città diventa il manifesto di una cultura emergente, nella quale musica, arte e vita quotidiana si fondono in un’unica narrazione visiva. Ancora oggi il suo lavoro è considerato una testimonianza autentica delle origini della cultura hip hop e del dialogo tra arte urbana e grafica musicale.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California