The Look Of Love
Diana Krall
Copertina di Bruce Weber
Il disco e il contesto storico-musicale
Pubblicato nel 2001, The Look of Love è il sesto album in studio di Diana Krall e rappresenta uno dei momenti più significativi della sua carriera: è il primo disco della cantante a raggiungere la vetta della classifica canadese, le valse un Grammy per la miglior ingegneria del suono e il Juno Award come miglior album dell’anno.
Dopo il successo di When I Look in Your Eyes (1999), l’artista sceglie di ampliare il proprio linguaggio musicale, affiancando al tradizionale trio jazz un raffinato impianto orchestrale curato dal celebre arrangiatore Claus Ogerman, che aveva già collaborato con artisti come Antonio Carlos Jobim, Frank Sinatra e Bill Evans. Le sessioni orchestrali, con la London Symphony Orchestra, furono registrate ad Abbey Road; il resto dell’album prese forma tra i Capitol Studios di Hollywood e gli Avatar Studios di New York.
Il repertorio è costruito attorno ai grandi classici del Great American Songbook, con particolare attenzione alle composizioni di Burt Bacharach e Hal David, tra cui la celebre The Look of Love, che dà il titolo all’album. Il risultato è una sintesi elegante fra jazz, pop sofisticato e tradizione orchestrale, caratterizzata da atmosfere intime, tempi rilassati e una produzione sonora ricercata.
Uscito in un panorama musicale dominato da pop, R&B contemporaneo ed elettronica, The Look of Love si impone come un’opera volutamente controcorrente: il suo successo commerciale conferma la persistenza, presso il pubblico, di un gusto per la qualità interpretativa e per la tradizione della canzone americana. L’album consolidò Diana Krall come una delle principali interpreti del jazz contemporaneo, portando il genere all’attenzione di un pubblico ben più ampio rispetto ai soli appassionati.
L’opera
La copertina di The Look of Love è firmata dal fotografo Bruce Weber, uno degli gli autori più influenti della fotografia di moda e del ritratto contemporaneo.
L’immagine rinuncia a qualsiasi spettacolarizzazione per costruire una scena dominata dalla naturalezza e dalla sospensione emotiva. Diana Krall è ritratta seduta su una panca imbottita, in un ambiente luminoso che richiama uno studio fotografico dalle grandi vetrate industriali. Indossa un semplice abito nero e sandali con il tacco sottile; la posa è raccolta, con il busto leggermente inclinato in avanti e le mani appoggiate sulle gambe. Lo sguardo, rivolto verso un punto esterno all’inquadratura, evita il contatto diretto con l’osservatore e suggerisce uno stato di riflessione più che di posa.
La composizione è costruita secondo un equilibrio essenziale: il soggetto occupa la parte sinistra dell’immagine, mentre lo spazio circostante, leggermente sfocato e immerso in una luce fredda e lattiginosa, diventa parte integrante della narrazione visiva. Le tonalità azzurre e grigie dello sfondo contrastano delicatamente con il nero dell’abito, creando un’atmosfera silenziosa. La tipografia, discreta e di piccole dimensioni, si integra nella fotografia senza interromperne la continuità visiva, lasciando che sia l’immagine a parlare.
Dal punto di vista simbolico, Weber sceglie di allontanarsi dall’iconografia tradizionale della diva jazz: Diana Krall non appare come un’interprete intenta a esibirsi, né come una figura glamour costruita attraverso artifici scenografici, ma viene restituita nella dimensione dell’attesa, della contemplazione e dell’intimità. Questa scelta visiva riflette il carattere dell’album, fondato su interpretazioni misurate, sensuali senza essere ostentate e profondamente introspettive.
Curiosità e aneddoti
The Look of Love, il brano che dà il titolo all’album, fu scritto da Burt Bacharach e Hal David nel 1967 per il film Casino Royale, dove venne cantato da Dusty Springfield. Diana Krall ne propone una rilettura ancora più lenta e sospesa, che ne accentua la sensualità trasformandola nel fulcro emotivo dell’intero disco.
L’album ottenne un riscontro commerciale insolito per un disco jazz, scalando anche le classifiche pop e consolidando Diana Krall come una delle interpreti jazz più vendute della sua generazione.
L’autore dell’opera
Bruce Weber (1946) è uno dei fotografi più influenti della seconda metà del Novecento. Nei primi anni Ottanta si afferma a livello internazionale, rivoluzionando la fotografia di moda con uno stile fortemente narrativo, fatto di luce naturale, spontaneità delle pose e forte attenzione alla componente emotiva del ritratto.
Firma campagne per Calvin Klein, Ralph Lauren, Versace e Abercrombie & Fitch, oltre a copertine per Vogue, Vanity Fair, Interview e Rolling Stone. Parallelamente sviluppa un’intensa attività cinematografica, spesso dedicata a figure della musica: tra i suoi lavori, il documentario Let’s Get Lost (1988), ritratto del trombettista jazz Chet Baker, candidato all’Oscar.
Il suo stile, immediatamente riconoscibile, unisce eleganza classica e uso magistrale della luce naturale, elementi che ritroviamo nella copertina di The Look of Love: un’immagine semplice che, attraverso l’equilibrio compositivo traduce visivamente il carattere dell’album, diventando un’estensione del linguaggio musicale di Diana Krall.




