The Dark Side Of The Moon

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1973
Formato disco
LP 12"

The Dark Side Of The Moon

Pink Floyd

Copertina di Hipgnosis

Il disco e il contesto storico-musicale
The Dark Side of the Moon (1973) non è solo l’ottavo album dei Pink Floyd, ma un vero e proprio punto di svolta per la band e per l’industria musicale. Il disco nasce in un periodo di intensa ricerca sonora, tipico dei primi anni ’70, che vedeva i Pink Floyd tra gli esploratori più coraggiosi di nuove tecniche in studio. È un concept album (un album costruito attorno a un tema unitario) che esplora le pressioni della vita moderna e le fragilità umane, come il tempo, la morte, l’avidità (Money), il conflitto interiore, e soprattutto la follia e l’alienazione, ispirate in parte dalla triste vicenda dell’ex-membro fondatore, Syd Barrett. L’ingegnere del suono Alan Parsons gioca un ruolo cruciale, portando all’estremo l’uso di nastri multitraccia, sintetizzatori analogici, e l’integrazione di effetti sonori realistici e voci parlate, creando un’esperienza d’ascolto totalmente immersiva e all’avanguardia per l’epoca. È un’opera pensata per essere ascoltata nella sua interezza, senza interruzioni.

Analisi visiva e lettura simbolica
La copertina, realizzata dallo studio Hipgnosis, è caratterizzata da una straordinaria semplicità e potenza geometrica. L’immagine principale, su sfondo nero, è un prisma triangolare colpito da un sottile raggio di luce bianca sulla sinistra. Il raggio bianco, attraversando il prisma, si scompone nello spettro completo dei colori (l’arcobaleno), che fuoriesce sul lato destro. Il design era originariamente privo di testo (titolo o nome della band),  una scelta audace che poneva l’enfasi sul solo simbolo grafico. 
L’immagine  è carica di significati che si legano strettamente ai temi dell’album.
Il prisma e la rifrazione fungono da metafora per il processo di analisi e scomposizione. La luce bianca, simbolo di purezza, vita, unità, entra ed esce rivelando le sue componenti, i “colori”, che rappresentano le esperienze umane, le emozioni, le pressioni, i conflitti. In questo senso, il prisma è un dispositivo visivo che incarna  l’album stesso: un’analisi della condizione umana, che scompone le sue complessità e le sue turbolenze della vita.
Il contrasto tra il raggio di luce e lo sfondo nero (il “dark side”, il lato oscuro) suggerisce la lotta tra la chiarezza/ragione e la follia/alienazione, temi centrali nell’album.
Il triangolo è un simbolo di pensiero e ambizione, e rispecchia anche lo spettacolare sistema di luci all’avanguardia che la band utilizzava nei concerti..
L’arco colorato sul fronte della copertina si ricongiunge idealmente con la luce bianca, formando un cerchio continuo, che simboleggia il ciclo della vita e la natura circolare dei temi affrontati nel disco (come il battito cardiaco che apre e chiude l’album).

Aneddoti e curiosità
Quando lo studio Hipgnosis presentò il design del prisma ai Pink Floyd, la band lo accettò all’istante, cosa molto rara. Secondo Aubrey Powell (Hipgnosis), il chitarrista David Gilmour disse semplicemente: “È fantastico, lo prendiamo.”
L’arcobaleno (lo spettro di rifrazione) sulla copertina presenta sei colori anziché i sette tradizionali (secondo Newton). Manca l’indaco, una scelta estetica deliberata dello studio Hipgnosis per evitare che risultasse troppo simile al viola e per migliorare l’impatto grafico.
Il design del prisma ha una somiglianza sorprendente con una copertina del 1941 di Alex Steinweiss per il Concerto Imperatore di Beethoven. Storm Thorgerson  era un conoscitore del design grafico, ed è possibile interpretare il suo lavoro come un omaggio concettuale inconscio a Steinweiss. Entrambi i design utilizzano la metafora della luce che, scomposta dal triangolo/prisma, genera un ventaglio di colori su uno sfondo scuro, traducendo l’energia musicale in una forma visiva astratta e potente.

Cenni sull’autore della copertina
La copertina è stata ideata dal leggendario studio di design britannico Hipgnosis, fondato nel 1968 da Storm Thorgerson e Aubrey “Po” Powell (ai quali si aggiunse in seguito Peter Christopherson).
Hipgnosis è stato lo studio di riferimento per le copertine del rock progressivo e hard rock degli anni ’70 e ’80. Hanno rivoluzionato il concetto di artwork discografico, trasformandolo da semplice confezione in opera d’arte concettuale, spesso surreale, enigmatica e di altissima qualità fotografica.
Il loro legame con i Pink Floyd è stato fondamentale e duraturo. Oltre a The Dark Side of the Moon, hanno realizzato le iconiche copertine di Atom Heart Mother (la mucca), Wish You Were Here (l’uomo che prende fuoco) e Animals (il maiale volante sulla Battersea Power Station).
Lo studio si sciolse nel 1983, ma Storm Thorgerson continuò la sua attività realizzando copertine innovative fino alla sua morte nel 2013, lasciando un’eredità inestimabile nel design grafico musicale.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California