School’s Out

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1972
Formato disco
Lp 12"

School’s Out

Alice Cooper

Copertina di Craig Braun

Il disco e il suo contesto storico-musicale
Pubblicato nel 1972, School’s Out segna un passaggio importante per gli Alice Cooper, che con questo album cercano consapevolmente un suono più accessibile. La produzione di Bob Ezrin accompagna questa svolta, rendendo i brani più immediati e pensati per raggiungere un pubblico più ampio, soprattutto quello giovane.
Il singolo omonimo nasce proprio con questa intenzione: diventare un inno facile da riconoscere e cantare, legato all’idea della fine della scuola come momento di libertà condivisa. Il disco mostra così un’apertura verso una dimensione più commerciale e una “strizzata d’occhio” al pubblico adolescenziale, senza però rinunciare del tutto all’identità teatrale e provocatoria della band.

L’opera: lettura simbolica e culturale
La copertina di School’s Out, progettata da Craig Braun, è uno degli esempi più emblematici di “cover-oggetto” nella storia della musica, in cui il design non si limita a rappresentare, ma costruisce un’esperienza. L’artwork riproduce un banco scolastico in legno vissuto, inciso e ricoperto di graffiti — tra cui il nome della band, quello dei suoi compenenti e il titolo dell’album— evocando un immaginario immediatamente riconoscibile e legato all’esperienza adolescenziale.
La superficie si configura come un vero e proprio dispositivo narrativo: un archivio visivo di ribellione, noia e identità in formazione. La scelta materica e iconografica è fortemente simbolica: il banco diventa insieme luogo dell’autorità e spazio in cui prende forma la prima opposizione individuale. L’estetica grezza e consumata accentua il senso di autenticità, rendendo l’immagine culturalmente significativa e riconoscibile.

L’elemento oggettuale: le mutande
All’interno della copertina compare uno degli elementi più provocatori e iconici del progetto: il vinile è avvolto in un paio di mutandine da donna. Questo accessorio, inserito nelle prime 100.000 copie, trasforma il disco in un oggetto esperienziale, andando oltre la funzione protettiva della sleeve.
Le mutande introducono una dimensione ironica e dissacrante, giocando apertamente con l’immaginario adolescenziale e con il tema della scoperta della sessualità. L’inserto, volutamente ambiguo, oscilla tra provocazione, umorismo e strategia di marketing. In linea con l’estetica shock rock della band, diventa parte integrante della narrazione visiva, amplificando il messaggio di rottura rispetto alle convenzioni sociali e morali.
Nel suo insieme, la cover traduce visivamente il contenuto del disco: un’esplosione di libertà, energia giovanile e rifiuto delle strutture imposte. Ancora oggi, resta uno degli esempi più efficaci di come la grafica musicale possa diventare linguaggio autonomo, capace di incidere sull’immaginario collettivo tanto quanto la musica stessa.

Curiosità e aneddoti
Tra le curiosità c’è una celebre dichiarazione di Alice Cooper, che sottolineava l’impatto dell’oggetto: arrivare a scuola con quelle mutandine significava distinguersi, attirare attenzione e incarnare perfettamente lo spirito ribelle del disco.
Un aspetto spesso poco noto riguarda il ruolo concreto di Craig Braun nella realizzazione di alcune delle copertine più iconiche della storia del rock. Sebbene concepite rispettivamente da Andy Warhol, Braun fu l’autore materiale e tecnico della loro realizzazione: dalla celebre banana “sbucciabile” di The Velvet Underground & Nico dei The Velvet Underground, fino alla copertina con zip funzionante di Sticky Fingers dei The Rolling Stones.
School’s Out, realizzato con la collaborazione di Tom Wilkes, gli vale una nomination ai Grammy come miglior copertina.

L’autore dell’opera
Craig Braun (Chicago, 1939) è una figura chiave nella trasformazione del packaging discografico durante l’età d’oro del vinile. Designer e imprenditore, ha contribuito a ridefinire la copertina come oggetto fisico e dispositivo esperienziale, superando la tradizionale dimensione bidimensionale della grafica.
Formatosi in modo autodidatta a partire dal mondo della stampa e della produzione, sviluppa un approccio progettuale fortemente legato alla materialità e alla costruzione. Con la Sound Packaging Corporation introduce un modello innovativo, in cui ideazione grafica e realizzazione tecnica coincidono, aprendo la strada a copertine interattive, tattili e meccaniche.
Determinante è la collaborazione con Andy Warhol, di cui traduce in forma concreta le intuizioni visive: dalla banana “sbucciabile” di The Velvet Underground & Nico alla celebre copertina con zip di Sticky Fingers dei The Rolling Stones, contribuendo anche alla definizione grafica del loro celebre logo ideato da John Pache. 
La consacrazione arriva nel 1974, quando Braun vince il Grammy Award per il miglior packaging con l’album Tommy, consolidando definitivamente il suo ruolo nel panorama del design musicale.
Attivo anche nel campo del branding — come dimostra il logo dei Carpenters — Braun contribuisce a definire una nuova concezione dell’identità visiva nella musica. Dopo una brusca interruzione della carriera negli anni Settanta, prosegue la sua attività tra industria discografica, video musicali e, in seguito, recitazione.
Il suo lavoro resta fondamentale per comprendere l’evoluzione della copertina come linguaggio autonomo: non più semplice supporto visivo, ma esperienza sensoriale e spazio di sperimentazione culturale.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California