La gita scolastica
Calimero
Copertina di Colnaghi, Pagot
Pubblicato nel 1965 da Fonit, La gita scolastica è il quinto volume della collana Le avventure di Calimero, una serie di dischi narrativi pensati per il pubblico infantile. Ogni episodio propone una storia recitata, accompagnata da effetti sonori e musiche d’atmosfera: una formula molto diffusa negli anni Sessanta, quando il vinile era anche un mezzo educativo e affettivo. Questo disco si inserisce in un contesto in cui la narrazione sonora si affianca all’animazione e alla pubblicità televisiva, dando vita a una delle prime esperienze italiane di comunicazione integrata. Calimero diventa così protagonista non solo del piccolo schermo, ma anche di un universo narrativo che si estende su più formati, precorrendo le logiche della crossmedialità contemporanea. Il personaggio nasce nel 1963 all’interno del programma RAI Carosello, celebre per aver trasformato il linguaggio pubblicitario in un teatro di brevi narrazioni visive. Creato da Nino Pagot, ToniPagot e Ignazio Colnaghi, Calimero è un pulcino nero sempre sporco e sempre sfortunato, protagonista di una celebre campagna per il detersivo Ava. Il successo fu immediato: il suo modo di parlare, la frase “Eh, ma è un’ingiustizia però!” e la sua immagine teneramente malinconica conquistarono il pubblico italiano, rendendolo una figura capace di trascendere il contesto pubblicitario per diventare vera icona culturale. La copertina del disco, illustrata nel tipico stile grafico della Pagot Film, è dominata da uno sfondo verde brillante, punteggiato da piccoli fiori bianchi gialli che evocano un prato primaverile. Al centro spicca la figura di Calimero, con il consueto guscio d’uovo sulla testa, occhi azzurri spalancati e zampette arancioni. Porta con sé un bastone a tracolla con un fagotto rosa legato all’estremità: un’immagine classica del viaggiatore, resa con grazia infantile. La copertina esprime in modo emblematico la poetica di Calimero: un personaggio tenero e malinconico, che si muove ai margini del gruppo, vittima di ingiustizie e fraintendimenti. Il fagotto è simbolo di indipendenza e precarietà infantile, mentre il guscio d’uovo che funge da cappello richiama una fragilità che diventa armatura. Il verde del prato suggerisce uno scenario di libertà, ma anche di solitudine. Il linguaggio visivo è chiaro e immediato, con linee nette e colori pieni, pensato per attrarre lo sguardo dei bambini e trasmettere con efficacia una situazione narrativa: Calimero in partenza, forse in fuga, forse escluso dalla gita, comunque in cammino. Il titolo “LA GITA SCOLASTICA”, in nero e tutto maiuscolo, semplice e leggibile, occupa la parte alta della copertina, in basso, i crediti editoriali e il titolo della collana. Pur appartenendo all’universo dell’illustrazione per l’infanzia, questa cover possiede una profondità narrativa che supera il semplice codice visivo infantile. Calimero è un anti-eroe gentile, un’icona della diversità e dell’esclusione che, pur in un contesto popolare e pubblicitario, propone una visione affettiva e critica del mondo. In questo senso, l’illustrazione anticipa molte delle sensibilità che saranno poi care anche ad altre subculture, dove l’identificazione con il “diverso” diventa chiave identitaria. Calimero si muove dunque tra innocenza e resistenza, rendendolo sorprendentemente vicino ad alcuni codici visivi alternativi del secondo Novecento. Nino Pagot è stato uno dei pionieri dell’animazione italiana. Con il fratello Toni fondò la Pagot Film, dando vita a personaggi destinati a segnare l’immaginario collettivo, tra cui Calimero e Jo Condor. Innovatore visivo e narratore raffinato, fu tra i primi a unire grafica, pubblicità e linguaggio televisivo in un’unica visione creativa. Ignazio Colnaghi invece, regista radiofonico, attore e doppiatore, è noto soprattutto per aver dato voce e anima a Calimero. Collaboratore stretto dei fratelli Pagot, fu co-autore delle storie e interprete sensibile delle emozioni del piccolo pulcino nero, contribuendo in modo decisivo al suo successo e alla sua tenerezza espressiva. La gita scolastica è più di un semplice disco per bambini: è un piccolo capolavoro di cultura popolare, che sintetizza la creatività visiva degli anni Sessanta, l’innocenza del mondo infantile e la potenza della narrazione pubblicitaria. La copertina, delicata e simbolica, è oggi un oggetto di culto che racconta, attraverso il linguaggio dell’illustrazione, un’epoca in cui il vinile era anche uno strumento di racconto, educazione e sogno.
