How Dare You!

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1976
Formato disco
LP 12"

How Dare You!

10cc

Copertina di Hipgnosis

Il disco e il suo contesto storico-musicale
How Dare You!, pubblicato nel gennaio 1976, è il quarto album  dei 10cc, una delle formazioni più originali del rock britannico anni ’70. Il disco fu l’ultimo prima dello scioglimento della formazione originale, poco dopo  Kevin Godley e Lol Creme lasciarono il gruppo per dedicarsi a progetti propri. 
Musicalmente How Dare You!  unisce sperimentazione e creatività concettuale a melodie immediate e accessibili, combinando audacia artistica e appeal pop.

L’opera: lettura simbolica e culturale
Per la copertina di How Dare You!, i 10cc si affidarono a Hipgnosis, il celebre studio londinese che negli anni Settanta ridefinì il linguaggio visivo del rock attraverso immagini concettuali e fortemente narrative.
L’immagine di copertina si presenta come un raffinato dittico fotografico: due ambienti distinti, accostati in un’unica composizione, sono uniti da una conversazione telefonica che suggerisce una relazione invisibile ma centrale. A sinistra, un uomo d’affari, seduto alla scrivania nel suo ufficio, parla al telefono. L’inquadratura mette in evidenza la rigidità della postura e la tensione dell’espressione, sottolineando un contesto professionale dominato da urgenza e controllo. A destra, in netto contrasto, una donna è ritratta in un interno domestico, seduta con apparente disinvoltura su una poltrona, anch’essa impegnata nella conversazione. L’atmosfera è più morbida e intima, ma non meno ambigua. Alle spalle della donna, una grande vetrata apre lo spazio verso l’esterno: nel giardino, una spider rossa è appena arrivata e due figure stanno scendendo dall’auto. Questo dettaglio introduce un ulteriore livello narrativo, suggerendo dinamiche relazionali non esplicitate — forse un tradimento, forse un intreccio parallelo — e trasformando l’immagine in una scena sospesa, quasi cinematografica. Il forte accento cromatico della vettura, acceso e vibrante, agisce come elemento di rottura visiva e simbolica, evocando desiderio, libertà e potenziale destabilizzazione degli equilibri.
La costruzione dell’immagine riflette pienamente l’approccio di Hipgnosis: non una semplice illustrazione, ma un racconto visivo aperto, che invita l’osservatore a colmare gli spazi narrativi. Il telefono diventa il vero fulcro simbolico della composizione: strumento di connessione che, al tempo stesso, evidenzia una distanza emotiva e fisica tra i personaggi. La giustapposizione tra spazio lavorativo e spazio domestico suggerisce mondi paralleli, apparentemente inconciliabili, legati da una comunicazione frammentata e potenzialmente ingannevole.
All’apertura del gatefold, la narrazione si amplia in una scena corale ambientata in un elegante salotto durante una festa. L’ambiente è animato da numerosi personaggi che conversano, si muovono e interagiscono in un clima apparentemente conviviale. Tuttavia, osservando con attenzione, emerge un elemento perturbante: ogni individuo è al telefono, isolato in una comunicazione privata che esclude il contesto circostante. Nessuno dialoga realmente con chi gli è accanto.
Questo paradosso visivo — socialità apparente e isolamento reale — introduce una dimensione surreale e fortemente critica. L’immagine si configura come una sottile satira della modernità, in cui la tecnologia, anziché favorire il contatto umano, diventa veicolo di alienazione. Il telefono, simbolo di progresso negli anni Settanta, si trasforma qui in metafora di una vicinanza illusoria, anticipando con sorprendente lucidità dinamiche che diventeranno centrali nella contemporaneità.
Nel complesso, il progetto visivo di Hipgnosis per How Dare You! ruota attorno al tema della comunicazione interrotta: un filo invisibile che unisce e separa, creando relazioni ambigue, frammentate e spesso inconcludenti. L’immagine, costruita con precisione quasi cinematografica, traduce in forma visiva le tensioni e le contraddizioni della società moderna, in perfetta sintonia con l’ironia sofisticata e l’intelligenza compositiva dei 10cc.

Curiosità e aneddoti
Gli scatti della copertina e del gatefold sono opera di Aubrey Powell, cofondatore dello studio Hipgnosis. In un’epoca priva di strumenti digitali, la complessa costruzione dell’immagine fu realizzata attraverso un meticoloso lavoro analogico. Sebbene il risultato appaia come uno scatto unitario, le immagini sono in realtà dei fotomontaggi estremamente precisi: le diverse scene furono fotografate separatamente e successivamente assemblate in camera oscura. Il ritocco fu affidato a Richard Manning, che unì manualmente le stampe tagliandole con estrema precisione e sfumando i bordi per rendere invisibili le giunture.

L’autore dell’opera 
La copertina è opera dello studio londinese Hipgnosis, fondato alla fine degli anni Sessanta dai designer e fotografi Storm Thorgerson e Aubrey Powell. Hipgnosis rivoluzionò il modo di concepire le copertine dei dischi. Invece di limitarsi a ritratti dei musicisti o illustrazioni decorative, introdusse un linguaggio visivo concettuale, spesso surreale, costruito attraverso fotografie manipolate, set costruiti ad hoc e idee visive sorprendenti.
Il loro lavoro ha definito l’estetica del rock degli anni Settanta, firmando alcune delle cover più celebri della storia della musica, in particolare per gruppi come Pink Floyd. Con immagini enigmatiche, eleganti e spesso cariche di ironia, Hipgnosis ha trasformato il vinile in un vero oggetto d’arte, contribuendo a fare della copertina uno spazio di sperimentazione visiva tanto importante quanto la musica che custodisce.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California