Blind Faith

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1969
Formato disco
LP 12"

Blind Faith

Blind Faith

Copertina di Bob Seidemann

Il disco e il suo contesto storico-musicale
Nell’agosto del 1969 i Blind Faith, gruppo formato da Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker e Ric Grech, pubblicano il loro unico album omonimo. Il progetto nasce dalle ceneri dei Cream e rappresenta uno dei primi esempi di “supergruppo” nella storia del rock.
Il disco si colloca in un momento di profonda trasformazione della musica britannica: il linguaggio del blues rock si apre a nuove contaminazioni, tra improvvisazione, psichedelia e suggestioni progressive. L’album ottiene un immediato successo commerciale, raggiungendo le vette delle classifiche sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Pur accolto con aspettative forse superiori al risultato finale, resta una testimonianza significativa della transizione artistica di fine anni Sessanta: un ponte tra l’esplosione elettrica del decennio e la crescente complessità strutturale degli anni Settanta, quando il rock inizia a riconoscersi come linguaggio capace di ambizioni “colte” senza rinunciare alla propria natura viscerale.

L’opera: lettura simbolica e culturale
La copertina dell’album  Blind Faith, realizzata dal fotografo Bob Seidemann, si impone come una delle immagini più controverse e iconiche della storia del rock. Priva di qualsiasi elemento tipografico, affida interamente il proprio significato alla forza visiva della fotografia.
Al centro della scena compare una giovane ragazza nuda, ritratta frontalmente, con lo sguardo diretto e sospeso. Tra le mani regge un oggetto metallico dalla forma ambigua, a metà tra un aeroplano futuristico e allusione fallica. Lo sfondo è ridotto all’essenziale: un prato verde uniforme e un cielo limpido, quasi artificiale nella sua purezza. Questa costruzione visiva, volutamente semplice e isolata, amplifica la tensione simbolica. Il corpo acerbo e vulnerabile entra in contrasto con la superficie fredda e tecnologica dell’oggetto, creando una dialettica tra innocenza e progresso. L’immagine diventa così allegoria di una soglia: il passaggio dall’infanzia all’età adulta, ma anche quello da un’epoca di idealismo a una fase di disillusione e complessità.
Nel contesto culturale del 1969, segnato dalla fine delle utopie hippie, dalla corsa allo spazio e da profonde tensioni sociali, la copertina si carica di significati ambivalenti. La tecnologia, simbolo di futuro e conquista, appare qui come un elemento estraneo, quasi invasivo. L’innocenza non è più uno stato protetto, ma un territorio esposto, attraversato da desideri, paure e trasformazioni. 

Curiosità e aneddoti
La modella della copertina è Mariora Goschen, che all’epoca aveva undici anni. Il fotografo Bob Seidemann aveva inizialmente notato la sorella maggiore nella metropolitana londinese, ma fu la timidezza di quest’ultima a portarlo a scegliere Mariora, che si offrì spontaneamente per lo scatto. 
Attorno all’identità della ragazza nacquero inoltre diverse leggende metropolitane, tra cui presunti legami familiari con Ginger Baker o un suo coinvolgimento nella scena musicale dell’epoca, mai confermati.
L’immagine, concepita come allegoria di “innocenza che incontra la tecnologia e il futuro”, fu dallo stesso Seidemann intitolata Blind Faith: un’espressione che colpì Eric Clapton e che venne poi adottata come nome del gruppo e del disco.
La copertina suscitò immediatamente forti polemiche: negli Stati Uniti venne censurata e sostituita con una fotografia alternativa della band in studio. 

L’autore dell’opera 
Bob Seidemann (1941–2017) è stato un fotografo statunitense legato alla scena controculturale della San Francisco degli anni Sessanta. Collaborò con artisti come Janis Joplin e i Grateful Dead, contribuendo a definire l’immaginario visivo del periodo. Con la copertina di Blind Faith portò la fotografia rock oltre la funzione documentaria, trasformandola in un’immagine simbolica e provocatoria. In seguito si dedicò a progetti più personali, tra cui Airplane as Art, mantenendo una ricerca orientata alla dimensione concettuale dell’immagine.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California