Are You Experienced / Axis: Bold As Love
Jimi Hendrix
Copertina di Moebius
Il disco e il suo contesto storico-musicale
Are You Experienced / Axis: Bold As Love è una raccolta pubblicata nel 1975 dall’etichetta francese Barclay, che accorpa i primi due album fondamentali di Jimi Hendrix Experience, originariamente usciti nel 1967. Questa edizione si inserisce nel clima postumo di riscoperta e canonizzazione dell’opera hendrixiana, a cinque anni dalla morte dell’artista, ormai riconosciuto come figura cardine della rivoluzione rock. Quando la Barclay decise di ristampare questi lavori in Francia, il mondo del progressive rock e del fumetto d’autore era all’apice della sua influenza. Affidare la copertina a Moebius significava celebrare Hendrix non solo come musicista, ma come un’icona fantascientifica e sciamanica, capace di viaggiare tra dimensioni sonore diverse, proprio come i personaggi dei fumetti che stavano rivoluzionando l’immaginario visivo europeo. Questa edizione non nasce come semplice ripubblicazione commerciale, ma come oggetto culturale raffinato, capace di rileggere visivamente l’immaginario psichedelico degli esordi attraverso lo sguardo di uno dei più grandi maestri del fumetto contemporaneo.
L’opera: lettura simbolica e culturale
La copertina e il retro, illustrati da Moebius (Jean Giraud), costruiscono una narrazione visiva continua che fonde quotidianità, allucinazione e mito urbano. Il fronte raffigura una finestra affacciata su una scena cittadina dal sapore noir e rétro, riconducibile alla tradizione della ligne claire francese. Al centro della veduta, un cartello bianco fissato con nastro adesivo riporta i titoli dei dischi, come un avviso provvisorio incollato nello spazio pubblico di una città sospesa e distopica. Nel paesaggio urbano compare anche un manifesto dedicato a Hendrix, generando un sottile gioco di rimandi tra la presenza reale del musicista e la sua trasfigurazione iconica. In primo piano, sul davanzale interno, Moebius dispone una serie di oggetti dal design organico e ambiguo: vasi litici, una coppa con una sostanza viscosa, un piatto che contiene una pietanza dalla forma irregolare, simile a un rilievo montuoso ricoperto di materia chiara e giallastra. Sul tavolo compaiono anche piccole fiale e contenitori trasparenti, disposti come strumenti di un laboratorio improvvisato, che alludono a pratiche alchemiche e a processi di trasformazione mentale più che a un semplice pasto. Questi elementi introducono fin da subito una dimensione sensoriale alterata, in bilico tra domestico e visionario.
Il retro della copertina prosegue l’immagine del fronte completandone la scena: il fulcro narrativo si sposta sulla figura di Jimi Hendrix, ritratto in un momento di apparente quiete mentre consuma un pasto composto da elementi surreali e bioluminescenti. Dalla sua celebre capigliatura afro emergono escrescenze organiche e vapori luminosi che si innalzano nello spazio, suggerendo una mente attraversata da flussi creativi ininterrotti. In questo contesto si inserisce anche la presenza di una creatura serpentiforme, simile a un drago, immersa nel liquido verde di un bicchiere: un’immagine che allude a un’energia primordiale e mitologica di cui il musicista sembra nutrirsi per dare forma alla propria musica. La scena domestica assume così una forte valenza simbolica: il nutrimento si trasforma in esperienza mentale, la materia diventa immaginazione e il gesto quotidiano si apre a una dimensione percettiva espansa.
Il trattamento cromatico rafforza questa lettura: ai toni desaturati e terrosi dell’esterno urbano si contrappongono i blu profondi, i verdi acidi e gli arancioni accesi dell’ambiente interno. Questo contrasto definisce Hendrix come una presenza liminale, immersa nella città ma capace di abitare una dimensione sensoriale altra, suggerendo la sua facoltà di generare universi immaginari a partire dalla realtà ordinaria. Le cartoline e le immagini appese alla parete alle sue spalle citano lo stile più astratto di Moebius e trasformano l’intera composizione in un manifesto della controcultura degli anni Settanta, in cui rock, fantascienza e introspezione convivono in equilibrio.
Attraverso una linea morbida, una composizione ariosa e un uso consapevole del colore, Moebius restituisce Hendrix come un vero alchimista della percezione, figura sospesa tra uomo e mito, pienamente coerente con l’idea di esperienza totale evocata dal titolo Are You Experienced.
Curiosità e aneddoti
Dietro la celebre veste grafica realizzata da Moebius si cela una vicenda meno lineare e sorprendentemente ambigua. Negli anni Novanta, il fotografo francese Jean-Noël Coghes, autore di alcuni celebri ritratti di Jimi Hendrix, intentò un’azione legale contro Moebius, sostenendo che l’illustrazione della copertina fosse stata realizzata a partire da una sua fotografia. La casa discografica francese che negli anni Settanta aveva fornito l’immagine a Moebius come semplice riferimento visivo non si era mai preoccupata di chiarire le questioni legate ai diritti d’autore, lasciando l’artista esposto a un contenzioso inatteso. Moebius, notoriamente refrattario ai conflitti legali, visse la prospettiva della causa con forte inquietudine. Fu l’amico e collaboratore Alejandro Jodorowsky a intervenire come mediatore, ipotizzando che alla base della disputa vi fosse soprattutto un’esigenza di riconoscimento professionale. La controversia si risolse con un accordo informale: Moebius avrebbe realizzato una serie di nuovi disegni di Hendrix, basati su altre fotografie scattate dallo stesso Coghes, accompagnandoli a una mostra condivisa, in cambio del ritiro dell’azione legale.
L’autore dell’opera
Jean Giraud (1938–2012), universalmente noto con lo pseudonimo di Moebius, è stato uno dei disegnatori più influenti della storia del fumetto. Co-fondatore della rivista Métal Hurlant, ha ridefinito la fantascienza moderna influenzando il design di film come Alien, Blade Runner e Il Quinto Elemento. La sua importanza risiede nella capacità di unire un realismo tecnico impeccabile a una fantasia onirica senza confini. Moebius non era solo un illustratore, ma un filosofo dell’immagine che ha saputo elevare il fumetto e l’illustrazione commerciale a forme d’arte “alta”, rendendo il suo stile immediatamente riconoscibile e intramontabile.





