Appetite For Destruction

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1987
Formato disco
LP 12"

Appetite For Destruction

Guns N’ Roses

Copertina di Robert Williams

Il disco e il contesto storico-musicale
Correva l’anno 1987, ed esattamente il 21 di luglio, nei negozi di dischi arrivava un vinile destinato a diventare una vera e propria pietra miliare. Stiamo parlando di Appetite for Destruction dei Guns N’ Roses.
In quel periodo le classifiche erano letteralmente invase dal cosiddetto hair metal, quel rock tutto “lacca e paillettes” di gruppi come i Poison o i Mötley Crüe. Ma ecco che arrivano loro, questi cinque ragazzi di Los Angeles, a sparigliare completamente le carte in tavola. Il loro non è un suono patinato, tutt’altro! È un ritorno alle origini, un rock viscerale, “sporco”, che mescola sapientemente la rabbia del punk con le radici del blues e la potenza dell’hard rock classico.
Questo disco è, a tutti gli effetti, un documento sonoro senza filtri: ci racconta la giungla urbana, la vita ai margini fatta di eccessi, pericoli e notti brave sul Sunset Strip. Un’esperienza personale che diventa improvvisamente un inno collettivo. E i numeri parlano chiaro e sono cifre da capogiro: con oltre 30 milioni di copie vendute, detiene il record assoluto come album di debutto più venduto nella storia discografica statunitense. Un’opera spartiacque che ha chiuso un decennio e ha anticipato, con la sua formidabile aggressività, quel rock più ruvido che avremmo poi ascoltato negli anni Novanta.

Copertina: analisi visiva e lettura simbolica  
L’immagine in esame è la prima versione della copertina, censurata e ritirata dal mercato quasi immediatamente dopo la pubblicazione. Essa riproduce il dipinto Appetite for Destruction di Robert Williams, realizzato nel 1978, dal quale l’album stesso prende il titolo, stabilendo un legame diretto tra immagine e contenuto musicale. L’opera è uno degli esempi più emblematici di Lowbrow Art, o Surrealismo Pop, linguaggio che fonde estetica fumettistica, fantascienza e orrore grottesco.
La scena è ambientata in un contesto urbano degradato, definito da un marciapiede grigio, una recinzione sullo sfondo e una serie di oggetti quotidiani resi con un realismo disturbante. Al centro si consuma un dramma violento e surreale: un robot antropomorfo, vestito con impermeabile e cappello, incombe su una figura femminile riversa a terra, con la biancheria abbassata, in una chiara allusione a una violenza appena consumata.
Il punto focale dell’azione si colloca tuttavia nella parte superiore dell’immagine, dove una mostruosa macchina vendicatrice di colore rosso sangue, composta da lame, teschi urlanti e ingranaggi, piomba dall’alto per punire l’aggressore.
Dal punto di vista simbolico, l’opera incarna in modo efficace le tematiche dell’album: la giungla urbana di Los Angeles come spazio dominato da predatori e prede, in cui la tecnologia e l’alienazione industriale schiacciano l’innocenza, ma generano anche una forma di giustizia brutale e inevitabile. Il contrasto tra il disegno iperdefinito, i colori saturi e la deformazione grottesca dei personaggi produce un intenso senso di disagio visivo, che riflette il nichilismo, la rabbia e la tensione presenti nei testi di Axl Rose.
La cover non si limita a illustrare il contenuto musicale, ma si configura come una vera narrazione pulp, violenta e visionaria, capace di anticipare con precisione l’impatto sonoro dell’album.

Aneddoti e curiosità
La copertina di Appetite for Destruction è diventata leggendaria anche per la sua censura. Inizialmente, Axl Rose aveva proposto di utilizzare una fotografia dell’esplosione dello Space Shuttle Challenger del 1986, ipotesi immediatamente scartata dalla Geffen Records per la sua evidente inopportunità. La scelta ricadde quindi sul dipinto di Robert Williams, scoperto da Rose attraverso una cartolina, ma al momento della distribuzione molti rivenditori si rifiutarono di esporre l’album a causa della natura esplicita e violenta dell’immagine.
Per evitare un boicottaggio commerciale, l’etichetta decise di modificare la copertina, spostando il dipinto all’interno del gatefold e sostituendolo con un’immagine alternativa. La band ebbe pochissimo tempo per individuare una soluzione e Axl Rose decise di trasformare uno dei suoi tatuaggi nel nuovo artwork ufficiale: una croce celtica con incastonati i teschi dei cinque membri dei Guns N’ Roses.  Il disegno originale, in bianco e nero, era stato realizzato  da Billy White Jr., allora studente d’arte a Long Beach e amico della band. 
Questa doppia veste visiva ha contribuito a rafforzare il mito dell’album e la sua aura trasgressiva.

Cenni sull’autore della copertina
Robert Williams (1943) è un artista statunitense considerato uno dei padri fondatori della Lowbrow Art, movimento nato nella California meridionale tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Il suo lavoro fonde fumetto underground, cultura hot rod, fantascienza, horror e surrealismo, mettendo in discussione la separazione tra arte “alta” e cultura popolare.
Prima di affermarsi come artista indipendente, Williams ha collaborato con Ed “Big Daddy” Roth e fu una figura centrale dell’esperienza di Zap Comix. È inoltre il fondatore della rivista Juxtapoz, che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione internazionale dell’arte figurativa alternativa. La sua importanza risiede nell’aver legittimato un’estetica provocatoria e narrativa all’interno del sistema dell’arte contemporanea. Con Appetite for Destruction, il suo immaginario entra definitivamente nella storia della cultura rock, contribuendo a definire uno dei sodalizi più iconici tra musica e arte visiva.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California