Anthems
Various
Copertina di Massimo Giacon
Il disco e contesto storico-musicale
Nei primi anni Ottanta l’Italia musicale non è solo quella della disco da classifica. Accanto al mainstream si sviluppa una scena underground fatta di pratiche indipendenti, sperimentazioni elettroniche e scambi internazionali. Anthems, pubblicato nel 1983 dal progetto Trax (catalogo TRAX 0983), nasce in questo contesto come un’operazione collettiva e concettuale, lontana dalle logiche dell’industria discografica tradizionale.
Il progetto Trax, ideato da Piermario Ciani, Vittore Baroni e Massimo Giacon e attivo tra il 1981 e il 1987, è una piattaforma culturale che mette in relazione musica, arte visiva e comunicazione. Attraverso una rete internazionale di artisti e musicisti, Trax produce dischi, riviste audio, xerografie, fumetti, t-shirt e mostre, favorendo forme di collaborazione aperte e non gerarchiche.
La compilation Anthems esprime pienamente lo spirito sperimentale e collettivo che attraversava le pratiche underground e mail art di quegli anni, dove l’interconnessione e il network creativo internazionale venivano considerati parte integrante dell’opera musicale e visiva stessa. Il disco riunisce musicisti di provenienza diversa, invitati a confrontarsi con l’idea di inno nazionale. Il risultato non è una celebrazione, ma una serie di interventi sonori che ne smontano la retorica, trasformando l’inno in una materia instabile, ironica e talvolta disturbante. Il disco riflette così un momento di passaggio, in cui il punk ha esaurito la sua spinta iniziale e lascia spazio a linguaggi post-industriali ed elettronici, basati sull’uso di macchine e nastri magnetici.
Più che una semplice raccolta di brani, Anthems è una mappa di tensioni culturali: un insieme di segnali e interferenze che restituisce lo spirito relazionale del progetto Trax e la sua visione apertamente antinazionalista.
Analisi visiva e lettura simbolica
La copertina di Anthems, realizzata da Massimo Giacon, è un collage che unisce elementi figurativi, simbolici e grafici in un linguaggio vivace e ironico. Al centro dell’immagine, in bianco e nero, compaiono sagome antropomorfe e forme meccaniche che interagiscono con un globo terrestre, suggerendo una riflessione giocosa ma critica sull’idea di identità nazionale e sulla dimensione globale della cultura. I simboli e le forme geometriche rimandano al fumetto e alla cultura visiva post-pop degli anni Ottanta, richiamando l’esperienza di Giacon come autore attivo nelle riviste dell’area Frigidaire e dell’editoria indipendente. L’inserto grafico rosso e nero che incornicia la scena accentua il senso di movimento e di energia, mentre l’uso di tipografie manuali e segni irregolari rafforza l’idea di un’immagine costruita come spazio di interferenze visive.
Le antenne, gli oggetti e i riferimenti al globo evocano comunicazioni, scambi e connessioni culturali, rispecchiando la natura reticolare del progetto Trax e lo spirito collaborativo di Anthems. Il risultato è una copertina che traduce visivamente l’utopia comunicativa del disco, collocandosi pienamente nell’immaginario dei media e delle tecnologie emergenti di quegli anni.
Aneddoti e curiosità
Il progetto Trax di cui Anthems fa parte non era un’etichetta discografica tradizionale ma un network artistico che operava ben prima dell’era digitale per favorire collaborazioni a distanza attraverso il contatto postale, anticipando molte delle modalità di condivisione creativa della successiva cultura online.
L’inclusione di brani di artisti poco convenzionali e la pratica di reinterpretare inni nazionali con approcci avant-garde furono percepiti all’epoca come una provocazione nei confronti della nozione convenzionale di nazionalismo e di identità culturale, in linea con l’estetica critica e ludica del collettivo.
Cenni sull’autore della copertina
Massimo Giacon (1961) è un artista italiano la cui attività spazia dal fumetto all’illustrazione, dal design all’arte visiva e alla musica. Attivo dagli inizi degli anni Ottanta, Giacon è stato una figura di primo piano nel rinnovamento del fumetto italiano di quel periodo, attraverso collaborazioni con riviste come Frigidaire e Alter.
Parallelamente ha collaborato con studi di design e marchi internazionali, portando avanti anche una personale ricerca musicale. Nel 1981 ha cofondato il progetto Trax insieme a Piermario Ciani e Vittore Baroni, contribuendo non solo con le sue competenze grafiche, ma soprattutto con una visione interdisciplinare capace di intrecciare immagine, suono e cultura visiva sperimentale.
La sua capacità di muoversi con naturalezza tra diversi linguaggi creativi ne ha fatto una figura significativa nel panorama della cultura visiva italiana ed europea dagli anni Ottanta in poi.




