Amazônia

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
2021
Formato disco
LP 12"

Amazônia

Jean-Michel Jarre

Copertina di Sebastião Salgado

Il disco e il contesto storico-musicale
Amazônia nasce nel 2021 come colonna sonora della mostra fotografica omonima di Sebastião Salgado. Il progetto arriva in un momento particolare: il mondo è ancora segnato dalla pandemia di Covid-19.
Jarre compone 52 minuti di musica pensati non come semplice sottofondo, ma come vera e propria esperienza sonora. Cattura così l’essenza della foresta amazzonica, fondendo il suo stile elettronico con i suoni organici del paesaggio: la fauna della foresta pluviale, i fiumi, gli strumenti indigeni, raccolti anche grazie alla collaborazione con il team scientifico del Museo Etnografico di Ginevra (MEG).
L’album si inserisce  in un filone già caro all’artista, quello della musica come veicolo di sensibilizzazione ecologica, ma lo attualizza in chiave contemporanea, dialogando con un pubblico più attento ai temi della crisi climatica e della deforestazione.
Ne nasce un’esperienza immersiva che offre uno sguardo nuovo e dinamico sul rapporto tra natura e tecnologia, riprendendo alcuni temi presenti nei lavori precedenti di Jarre e calandoli in un contesto concreto e attuale.

L’opera
Coerentemente con la genesi del progetto la copertina di Amazônia riporta alcune foto di Sebastião Salgado, frutto di un reportage di sei anni di viaggi in Amazzonia a documentarne paesaggi, fiumi, montagne e popoli.
L’immagine sul fronte, in un bianco e nero denso e contrastato, mostra un’ansa di fiume che si specchia perfettamente nell’acqua: la vegetazione fitta e un cielo carico di nuvole scure si riflettono creando una composizione quasi simmetrica, in cui è difficile distinguere dove finisca il reale e dove inizi il suo doppio acquatico. Questa scelta compositiva non è casuale: lo specchio d’acqua diventa metafora di un ecosistema in equilibrio, un mondo che si autosostiene e si “guarda” attraverso i propri elementi naturali, fiume e foresta, come un unico organismo vivente. Il bianco e nero, marchio di fabbrica di Salgado, spoglia l’immagine da ogni distrazione cromatica per concentrare lo sguardo sulle texture, sulla luce e sulla monumentalità del paesaggio, elevandolo a soggetto quasi sacrale.
Anche il retro della copertina prosegue questo racconto visivo con un’altra fotografia di Salgado: qui la simmetria speculare lascia spazio a un elemento nuovo, la presenza umana. Una figura, verosimilmente indigena, guada un corso d’acqua circondato da alberi imponenti e rami caduti che si intrecciano sulla superficie. La persona appare minuta rispetto alla scala monumentale della foresta, quasi assorbita dal paesaggio: una scelta compositiva che ribadisce il tema centrale dell’intero progetto, ovvero la convivenza, e insieme la fragilità, dell’uomo all’interno di un ecosistema che lo sovrasta per grandezza e complessità. Se il fronte celebra la foresta come entità autonoma e specchiata in sé stessa, il retro la reintroduce come spazio abitato, ricordando che la tutela dell’Amazzonia riguarda anche i popoli che vi abitano da sempre.
Culturalmente, la copertina si colloca nella tradizione della fotografia umanista e ambientalista che ha reso Salgado celebre: non un’illustrazione decorativa, ma un atto di testimonianza visiva che anticipa, ancora prima di ascoltare una nota, il senso di urgenza e meraviglia che innerva l’intero progetto sonoro di Jarre.

Curiosità e aneddoti
Un elemento poco noto è che Jarre, per costruire il “paesaggio sonoro” dell’album, ha attinto non solo a suoni naturalistici ma anche a registrazioni antropologiche custodite dal MEG di Ginevra, intrecciando voci e strumenti delle comunità indigene amazzoniche con la sua strumentazione elettronica ed orchestrale.
La mostra “Amazônia” di Salgado, per cui l’album è stato concepito, comprendeva oltre 200 opere fotografiche e filmati con testimonianze di leader indigeni,  ha viaggiato dopo Parigi in diverse capitali mondiali, tra cui San Paolo, Rio de Janeiro, Roma e Londra.
Jarre era già stato nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNESCO nel 1993, un ruolo che lo ha visto impegnato per decenni su temi di tolleranza, pluralismo culturale e difesa ambientale, un filo che lega direttamente la sua biografia personale alla nascita di questo progetto.

L’autore dell’opera
Sebastião Ribeiro Salgado Júnior (1944 – 2025) è stato un fotografo e fotoreporter brasiliano, considerato uno tra i maggiori interpreti dell’immagine documentaria dei secoli XX e XXI. Formatosi in economia, abbandona questa strada dopo un viaggio in Africa che gli fa scoprire la macchina fotografica; durante una missione in Angola per coordinare un progetto sulla cultura del caffè, decide di dedicarsi per intero a questo linguaggio, come forma di denuncia della miseria e dei problemi sociali nel mondo. Collabora dapprima con Sygma e Gamma e, dal 1979, con la prestigiosa Magnum Photos, prima di fondare nel 1994, insieme alla moglie Lélia Wanick Salgado, la struttura indipendente Amazonas Images. Il suo stile, bianco e nero, contrasti netti, composizione rigorosa, ha ridefinito il reportage umanista, unendo rigore estetico e impegno etico in progetti pluriennali come Workers, Genesis e, appunto, Amazônia. Nel 1998 fonda con la moglie l’Instituto Terra, dedicato alla riforestazione del Brasile, coerente coi temi ambientali che avevano ispirato il suo ultimo grande lavoro sul campo. La sua morte, nel 2025, è stata percepita a livello internazionale come la perdita di uno degli sguardi più significativi del nostro tempo.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California