Alma
Enrico Ruggeri
Copertina di Dario Ballantini
Il disco e contesto storico-musicale
Alma è il 35° album in studio di Enrico Ruggeri, pubblicato il 15 marzo 2019. Il progetto rappresenta una sorta di compendio artistico e personale: undici brani inediti in cui il cantautore milanese, figura storica della musica italiana, fonde rock, canzone d’autore e synth-pop. E’ un album di maturità, un “concept dell’anima” che arriva a tre anni di distanza dal suo precedente lavoro solista. La scrittura di Alma si caratterizza per liriche che toccano temi esistenziali, sociali e autobiografici, come nell’omaggio a Lou Reed nel brano “Forma 21” o nella riflessione sulla vita e la morte.
Analisi visiva e lettura simbolica
La copertina di Alma, opera dell’artista Dario Ballantini, presenta un ritratto frontale di Enrico Ruggeri dipinto in stile espressionista, incorniciato da una composizione cromatica intensa e fortemente simbolica. La figura dell’artista, posta al centro, rivolge allo spettatore uno sguardo diretto, quasi interrogativo, stagliandosi su uno sfondo dominato da campiture di blu, rosso e ocra, un cielo teso occupa la parte superiore dell’immagine.
L’uso di colori saturi e la pennellata evidente suggeriscono una dimensione interiore e riflessiva, alludendo un viaggio dell’anima coerente con il titolo Alma (dal latino “anima/sostanza vitale”). Il volto, delineato con tratti forti e sfumature irregolari, appare come una maschera che racchiude molte narrazioni, da quella rock-poetica a quella esistenziale, vulnerabilità e determinazione. Sullo sfondo sagome urbane e forme circolari che evocano pianeti o corpi celesti accentuano un senso di spazio psicologico, di orizzonte esistenziale e di dialogo tra interiorità e mondo esterno. L’immagine non si limita a un ritratto descrittivo, ma si configura come un paesaggio emotivo, in cui figura e colore interagiscono in un flusso continuo, rispecchiando la natura musicale dell’album, sospesa tra tradizione e ricerca. In alto, tra il nome dell’artista e il titolo, compare un segno grafico essenziale, simile a un monogramma: un elemento non riconducibile a un sistema simbolico codificato, ma concepito come firma visiva del progetto. La sua forma fluida e aperta richiama l’idea di un percorso, di una linea vitale che attraversa l’opera, rafforzando il significato del titolo Alma e fungendo da raccordo tra parola, immagine e identità narrativa. La copertina diventa così un manifesto visivo del contenuto spirituale e sonoro dell’opera.
Aneddoti e curiosità
La scelta di Ruggeri di affidare la copertina a Ballantini, celebre al grande pubblico per le sue imitazioni a Striscia la Notizia, nasce da una lunga amicizia e stima reciproca.
Ruggeri voleva un’immagine che non fosse “celebrativa”, ma “rivelatrice”.
Nel disco compare il singolo Come lacrime nella pioggia, scritto musicalmente dal figlio Pico Rama e anticipato in radio, che rimanda a un’immagine di fragilità e sospensione.
Il brano “Un pallone”, con la partecipazione di Ermal Meta, è ispirato alla storia di Iqbal Masih, simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile, conferendo così al progetto un respiro civile oltre che artistico.
Il disco si chiude con Forma 21, uno dei momenti più intensi e ispirati dell’intero progetto. Il brano è dedicato a Lou Reed, figura centrale nella storia del rock e riferimento dichiarato per Ruggeri. L’ispirazione nasce dalla lettera che Laurie Anderson scrisse dopo la morte del marito, raccontando che Reed se ne era andato mentre eseguiva la “Forma 21”, esercizio del Tai Chi in cui il corpo si solleva simbolicamente verso il cielo. Ruggeri trasforma questo dettaglio intimo in una meditazione poetica sul passaggio finale, immaginando le ultime ore di un artista giunto al termine del proprio percorso. Ne nasce una riflessione sospesa tra stupore e spiritualità, in cui la musica diventa spazio di contemplazione sulla vita, sulla morte e sull’eredità umana e artistica lasciata da chi attraversa il tempo senza consumarsi.
Cenni sugli autori della copertina
Dario Ballantini (1964) è un artista poliedrico, noto al grande pubblico televisivo soprattutto come lo straordinario imitatore e trasformista di Striscia la Notizia. Tuttavia, la sua formazione è profondamente radicata nelle arti visive: figlio e nipote d’arte, si diploma al liceo artistico nel 1984, anno in cui inizia ufficialmente la sua carriera espositiva.
Mentre in TV indossa i volti di Valentino, Gianni Morandi o stilisti famosi, nella pittura Ballantini compie il percorso inverso: toglie la maschera. La sua pittura è di stampo neo-espressionista, influenzata da maestri come Amedeo Modigliani e dalle avanguardie del primo Novecento. Le sue opere, spesso esposte in prestigiose gallerie internazionali (da Milano a Londra, fino alla Biennale di Venezia), esplorano la fragilità umana e il vuoto esistenziale attraverso pennellate materiche e colori violenti.




