Ali In The Jungle (Yellow)
The Hours
Copertina di Damien Hirst
Pubblicato nel 2006 come anteprima dell’album Narcissus Road (2007), Ali in the Jungle è il brano che ha consacrato i The Hours, trasformandosi nel loro manifesto sonoro. Con il celebre ritornello “It’s not how you start, it’s how you finish”, il pezzo si impone come inno alla resistenza, alla forza d’animo e alla capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. Il titolo evoca Muhammad Ali e la sua leggendaria “Rumble in the Jungle” del 1974, simbolo di coraggio, rivincita e rinascita. La copertina del singolo porta la firma di Damien Hirst, tra i protagonisti della Young British Art (YBA), che per l’occasione realizza un’immagine tanto semplice quanto memorabile: un cranio umano iperrealistico su uno sfondo giallo brillante. Al posto degli occhi, due quadranti di orologi trasformano lo sguardo vuoto in un simbolo del tempo che scorre. In basso a destra, la scritta bianca “The Hours” compare in verticale, come un segno grafico che rompe la simmetria della composizione. Il messaggio visivo dialoga direttamente con il testo della canzone. Il teschio richiama la tradizione del memento mori, ma gli orologi ne modificano il senso: la morte non è solo fine, ma anche occasione, tempo che offre nuove possibilità. È un invito a misurare la vita non nella durata, ma nell’intensità con cui viene vissuta. Il giallo, acceso e vitale, entra in contrasto con la cupezza del cranio, creando un cortocircuito visivo tra morte e vitalità, sconfitta e resistenza. Lo stile di Hirst è riconoscibile: estetica diretta, quasi pubblicitaria, sfondo monocromo e immagine centrale forte, immediatamente memorizzabile. L’opera si lega alla sua poetica sul binomio vita-morte e richiama lavori come For the Love of God (2007), il celebre cranio tempestato di diamanti, e le sue installazioni con animali imbalsamati. In questo senso, la copertina non è solo un supporto musicale, ma un vero frammento di arte contemporanea prestato alla cultura pop. Esistono diverse varianti cromatiche della copertina (tra cui versioni nere e bianche), un approccio che richiama la logica del multiplo tipica dell’arte contemporanea, avvicinando la grafica musicale alle dinamiche della galleria d’arte. La versione gialla è però quella più iconica, ormai indissolubilmente legata al brano. Un ulteriore dettaglio biografico arricchisce il progetto: Damien Hirst non fu solo autore della copertina, ma anche sostenitore attivo della band, contribuendo alla loro visibilità e promuovendo l’uscita del singolo. Negli anni, Ali in the Jungle è stata utilizzata in contesti sportivi, spot e cerimonie, diventando colonna sonora di resilienza e vittoria. Il dialogo tra la musica e la copertina di Hirst rafforza così un messaggio unico: il tempo e la vita vanno affrontati con coraggio, fino all’ultimo round.
