Octopus

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1972
Formato disco
LP 12"

Octopus

Gentle Giant

Copertina di Roger Dean

Il disco e il contesto storico-musicale
Octopus esce il 1º dicembre 1972, pubblicato dalle etichette Vertigo nel Regno Unito e Columbia Records negli Stati Uniti. È il quarto album in studio dei Gentle Giant e segna l’inizio del periodo più maturo e creativo della band. Il disco nasce in un’epoca d’oro per il rock progressivo inglese, quando gruppi come Yes, Genesis, King Crimson, Emerson, Lake & Palmer e Jethro Tull stanno cambiando il modo di intendere la musica popolare, puntando su brani ambiziosi e su copertine altrettanto curate e spettacolari. In questo scenario i Gentle Giant si fanno notare per uno stile molto particolare, quasi da musica da camera: tempi che cambiano di continuo, voci che si intrecciano in modo complesso e strumenti poco comuni per il rock, come violino, violoncello, vibrafono, sassofono e percussioni di ispirazione medievale. Octopus è anche un album importante per la storia del gruppo: è l’ultimo con tutti e tre i fratelli Shulman, perché Phil lascerà la band subito dopo, ed è il primo con il nuovo batterista John Weathers. Il titolo, infine, gioca sul doppio senso: richiama da un lato il polpo disegnato in copertina, dall’altro l’espressione latina octo opus, “otto opere”, proprio come gli otto brani che compongono l’album.

L’opera
La celebre illustrazione che accompagna l’edizione britannica dell’album è firmata da Roger Dean, artista che proprio in quegli anni stava definendo, attraverso le copertine realizzate per gli Yes, un nuovo linguaggio visivo per il rock progressivo.
L’immagine raffigura un gigantesco polpo color arancio che emerge con forza dalle acque: il capo massiccio, inclinato verso destra, è dominato da un unico occhio che sembra fissare direttamente l’osservatore, mentre un tentacolo, ornato di ventose gialle, si protende in primo piano come elemento dinamico centrale della composizione. Altri tentacoli restano invece celati sotto la superficie del mare. Intorno alla creatura esplodono spruzzi e onde che si infrangono contro scogli appena affioranti, mentre sullo sfondo un cielo dalle tonalità verdi, azzurre e grigiastre sfuma in un’atmosfera irreale e quasi onirica. Il colore acceso del polpo accentua il contrasto con lo sfondo più freddo e rafforza la sensazione di energia e movimento che attraversa tutta l’illustrazione.
Dean costruisce la scena con una pittura morbida, fatta di velature cromatiche che fanno dissolvere le forme l’una nell’altra, trasformando il paesaggio marino in uno spazio più mentale che reale.
Sul piano simbolico, il polpo, animale noto per intelligenza, capacità mimetica e indipendenza dei tentacoli, diventa una metafora efficace della struttura musicale del disco: molteplici linee melodiche che si muovono autonomamente restando parte di un unico organismo compositivo, proprio come ogni traccia esplora un linguaggio diverso senza perdere coerenza con l’insieme.
La forza con cui la creatura emerge dalle acque richiama inoltre l’idea della conoscenza che affiora dall’ignoto, tema caro all’immaginario del progressive rock, in cui “l’oceano” si fa metafora dell’inconscio e della creatività.
L’essenzialità grafica, con titolo e nome del gruppo relegati discretamente nell’angolo superiore destro, lascia che sia l’illustrazione a dominare la comunicazione visiva, restituendo non i contenuti narrativi dell’album ma il suo clima intellettuale ed enigmatico.

Curiosità e aneddoti
Il titolo dell’album nasce dalla fusione delle parole latine octo e opus, oltre a richiamare direttamente il mollusco raffigurato in copertina. Si racconta che l’idea sia stata suggerita da Roberta Shulman, moglie di Phil, che riconobbe negli otto brani altrettanti “tentacoli” capaci di restituire l’identità della band in quel momento.
Per Roger Dean questa copertina rappresenta una tappa significativa del suo percorso artistico, realizzata negli stessi anni in cui avviava la celebre collaborazione con gli Yes e contribuiva a definire uno stile destinato a diventare un riferimento visivo del progressive rock internazionale.
Va precisato che, contrariamente a quanto talvolta si legge, negli Stati Uniti e in Canada l’album non uscì con l’illustrazione di Dean: la Columbia Records optò per una copertina alternativa ideata da John Berg e illustrata da Charles White III, che raffigurava il polpo racchiuso in un barattolo di vetro, fustellata nelle prime edizioni. Resta invece confermato che fu proprio l’illustrazione originale del polpo, pubblicata nel Regno Unito, a diventare nel tempo l’immagine universalmente associata al disco.

L’autore dell’opera
Roger Dean (1944) è uno dei più importanti illustratori e designer britannici della seconda metà del Novecento. Si forma al Canterbury College of Art e al Royal College of Art di Londra, dove studia design industriale. Sviluppa fin dagli anni universitari un doppio percorso tra progettazione e illustrazione, che lo porta, ancora studente, a realizzare la sua prima copertina discografica.
Dai primi anni Settanta mette a punto uno stile immediatamente riconoscibile, fatto di paesaggi fantastici, isole sospese, architetture organiche e creature immaginarie, frutto di una tecnica pittorica raffinata e di una sensibilità cromatica fuori dal comune, in cui convivono suggestioni dell’Art Nouveau, del Surrealismo e della fantascienza.
È celebre soprattutto per le copertine realizzate per gli Yes, Asia, Uriah Heep, Osibisa e Budgie, oltre che per la sua attività di progettista di loghi, scenografie e ambientazioni tridimensionali.
L’illustrazione realizzata per Octopus rappresenta uno dei primi esempi della sua poetica matura, capace di fondere natura, fantasia e simbolismo in una sintesi visiva che ha contribuito a trasformare la copertina in un’opera autonoma, in perfetto dialogo con la musica che custodisce.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California