Funk Sumatra

Autore del disco
Anno pubblicazione
1984
Formato disco
LP 12"

Funk Sumatra

Marsico

Copertina di Tanino Liberatore, Massimo Mattioli

l disco e il contesto storico-musicale
Il singolo “Funk Sumatra”, pubblicato nel 1984, appartiene alla stagione di maggiore sperimentazione di Maurizio Marsico, autore che già nei primi anni Ottanta aveva saputo intrecciare elettronica, avanguardia, new wave, jazz e pop. In quel periodo la scena italiana e internazionale era attraversata da una forte spinta innovativa, tra l’affermarsi dell’italo-disco e l’emergere di nuove declinazioni elettroniche, spesso contaminate con punk e new wave. In questo contesto, “Funk Sumatra” non rappresenta un episodio isolato, ma una delle espressioni più significative di quella stagione sperimentale, in cui musica, elettronica e cultura visiva dialogavano costantemente, aprendo all’Italia scenari allora del tutto inediti.

Analisi visiva e lettura simbolica
La copertina di Funk Sumatra, firmata da Tanino Liberatore e Massimo Mattioli, riflette pienamente l’estetica underground del fumetto italiano degli anni Ottanta. La collaborazione con Liberatore e Mattioli non fu un episodio isolato: Marsico gravitava infatti nell’ambiente delle riviste Frigidaire e Cannibale, dove lavoravano anche Stefano Tamburini e Andrea Pazienza. Quel contesto favorì un dialogo costante fra musica, illustrazione e cultura alternativa, rendendo del tutto naturale l’incontro fra la sua ricerca sonora e l’immaginario visivo di questa generazione di autori che, negli stessi anni, ridefiniva l’estetica underground italiana. 
Visivamente,  la copertina del disco è caratterizzata da un tratto incisivo e graffiante, tipico dello stile di Liberatore e Mattioli. L’uso di linee nervose abbinate a ombreggiature contrastate, ottenute con l’uso del bianco e nero, genera una tensione che richiama un immaginario urbano, ipertecnologico e perturbante. Il disegno centrale, raffigura una figura ibrida – tra umano e cyborg – immersa in un ambiente meccanico o industriale, dove elementi organici e componenti tecnologici si sovrappongono evocando suggestioni fantascientifiche e rimandi al clima cyberpunk contemporaneo alla nascita dell’Electro.
Il titolo in giallo acido e magenta, colori tipicamente pop e molto presenti nella grafica indipendente di quegli anni, introduce una componente volutamente appariscente che dialoga per contrasto con l’oscurità del disegno, accentuando l’attrito tra estetica pop e inquietudine visiva.
La copertina si pone come snodo tra musica elettronica e avanguardia fumettistica underground, restituendo l’immagine di un Marsico non semplicemente legato alla scena italo-disco, ma capace di far dialogare suono, immagine e cultura alternativa. Non si limita a illustrare il disco: ne amplia il senso, trasformandolo in un oggetto complesso, in cui grafica, narrazione e sperimentazione sonora convergono, restituendo appieno il clima creativo e ibrido di quegli anni

Aneddoti e curiosità
Negli anni Ottanta Marsico fu tra gli esponenti del Movimento Bolidista, gruppo di artisti, architetti e designer che celebrava la fluidità delle forme, lo slancio plastico e le proporzioni aerodinamiche, per il quale compose anche l’inno ufficiale.

Cenni sugli autori della copertina
Massimo Mattioli e Tanino Liberatore sono tra le figure centrali del cosiddetto “fumetto d’autore” italiano, caratterizzato da temi maturi, linguaggio grafico anticonvenzionale e forte sperimentazione.
Massimo Mattioli (1943-2019) è stato un innovatore e maestro dell’umorismo splatter e surreale, con uno stile intriso di satira feroce e gusto per il nonsense e l’eccesso. Tra i suoi personaggi più celebri figurano Pinky, Joe Galaxy e l’iconico Squeak the Mouse, topolino sanguinario e irriverente spesso descritto come una sorta di cinema gore trasferito sulla pagina. Insieme a Liberatore fondò riviste storiche come Cannibale (1977) e Frigidaire (1980), autentiche fucine dell’underground italiano, che ospitarono anche autori come Andrea Pazienza e Filippo Scòzzari.
Tanino Liberatore (attivo dal 1978) è celebre per il suo iperrealismo crudo e minuzioso che combina precisione anatomica e grafica con un’estetica violenta, cyberpunk e pulp. La sua opera più nota è Ranxerox (creato con Stefano Tamburini), antieroe cyborg ambientato in un futuro distopico e degradato. Il successo del personaggio ha consacrato Liberatore come artista di culto a livello internazionale, soprattutto in Francia. Il suo stile si distingue per la cura maniacale dei dettagli meccanici e anatomici e per l’uso di contrasti chiaroscurali intensi, come nella copertina di Funk Sumatra, conferendo alle sue tavole una potenza visiva paragonabile a quella di un’opera figurativa.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California