Dream Of Life
Patti Smith
Copertina di Robert Mapplethorpe
Il disco e contesto storico-musicale
Giugno 1988. Dopo un lungo silenzio discografico durato quasi un decennio, interrotto solo dalla eco lontana del punk newyorkese di cui era stata sacerdotessa, Patti Smith torna sulle scene con Dream of Life. Non è più la ribelle scapigliata del CBGB, ma una donna che riemerge da un esilio volontario a Detroit, dedicato alla famiglia e al matrimonio con l’ex chitarrista degli MC5, Fred “Sonic” Smith. Pubblicato dalla Arista Records, questo lavoro segna un atglio netto con il passato: le asprezze sonore di Radio Ethiopia o Easter lasciano spazio a una produzione più levigata, curata da Jimmy Iovine e dallo stesso Fred Smith. È il disco della maturità e della consapevolezza, un’opera che accantona la rabbia iconoclasta per abbracciare un rock più classico, solenne, specchio di un’America che, alla fine degli anni Ottanta, sta chiudendo l’era reaganiana per affacciarsi su nuove incertezze sociali. Tuttavia, il ritorno non è privo di amarezze: il disco si rivela un mezzo flop commerciale e la critica più spietata arriva proprio dalla vecchia guardia newyorkese. Gli amici di un tempo e i puristi del punk non le perdonano quella produzione troppo levigata e un’attitudine giudicata quasi addomesticata, lontana dai sudori del CBGB. Patti si ritrova così in un limbo: troppo rock per le classifiche pop, troppo borghese per i suoi vecchi fedeli.
Analisi visiva e lettura simbolica
La foto di copertina, scattata da un Robert Mapplethorpe ormai gravemente malato, segna un cambiamento radicale rispetto all’immagine dura e maschile del celebre album Horses. Qui, i tratti di Patti Smith si addolciscono: non guarda più l’obiettivo con sfida o arroganza, ma si mostra calma e serena. È avvolta da una luce morbida che mette in risalto il viso e le mani, intrecciate con un’eleganza che ricorda i dipinti antichi e che diventano il centro emotivo della foto.
Lo sfondo, composto da un intreccio di foglie che richiama le vecchie fotografie naturalistiche, isola l’artista in un’atmosfera senza tempo. È un’immagine che rappresenta perfettamente il “sogno della vita”: un mix tra la pace della vita domestica e la malinconia di un addio imminente. Questa foto è molto più di un semplice ritratto promozionale; è l’ultimo capitolo della lunga amicizia artistica tra la cantante e il fotografo. Patti Smith qui non appare più come la rockstar ribelle, ma come una donna saggia, quasi una “madonna laica”, illuminata da una luce che non brucia più di rabbia, ma riscalda con gentilezza.
Aneddoti e curiosità
La copertina di Dream Of Love rappresenta l’ultima collaborazione ufficiale tra Patti Smith e Robert Mapplethorpe prima della morte del fotografo, avvenuta nel 1989 per complicazioni legate all’AIDS. Durante lo scatto, Mapplethorpe era già molto malato, e la luce eterea della foto è spesso interpretata come un riflesso della fragilità di quel momento.
Per questa sessione fotografica, Patti Smith indossò una giacca da aviatore appartenente a suo marito Fred “Sonic” Smith. Questo dettaglio unisce visivamente le due persone più importanti della sua vita in un unico scatto: l’amico del cuore che la stava lasciando (Robert) e l’uomo con cui stava costruendo una nuova vita (Fred).
Alcuni testi del disco, inclusa la celebre People Have the Power, furono scritti da Patti Smith mentre svolgeva le faccende domestiche a Detroit, annotando versi su tovaglioli e pezzi di carta tra una lavatrice e la cura dei figli, a testimonianza della fusione tra arte e vita quotidiana.
Molti videro l’album come troppo sottomesso all’influenza del marito Fred “Sonic” Smith. Amici e colleghi (tra cui lo stesso Robert Mapplethorpe, pur volendole bene) non compresero pienamente la sua trasformazione in “casalinga di Detroit”, trovando i testi a tratti troppo semplici o spirituali rispetto all’aggressività degli esordi. Proprio a causa di queste critiche e dello scarso successo, Patti Smith non andò in tour per promuovere il disco e tornò quasi subito a Detroit, scomparendo nuovamente dalle scene fino a metà anni ’90, quando la tragica sequenza di morti (Robert, il tastierista Richard Sohl, suo fratello Todd e infine il marito Fred) la spinse a tornare a New York per ricominciare da capo.
Cenni sull’autore della copertina
Nato a New York nel 1946 e scomparso a soli 42 anni, Robert Mapplethorpe è stato uno dei fotografi più influenti e controversi del XX secolo. Celebre per il suo rigoroso bianco e nero e per l’ossessiva ricerca della perfezione formale, ha esplorato con pari intensità la delicatezza dei fiori, la statuaria bellezza dei nudi (spesso legati alla cultura BDSM) e il ritratto di celebrità. Compagno di vita e d’arte di Patti Smith durante i loro anni formativi al Chelsea Hotel — periodo narrato magistralmente nel libro Just Kids — Mapplethorpe ha saputo elevare la fotografia a forma d’arte classica, fondendo erotismo e purezza compositiva.




