Punk

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
1978
Formato disco
LP 12"

Punk

Decibel

Copertina di Mario Convertino

Il disco e contesto storico-musicale
Nel 1978 la scena musicale italiana era ancora attraversata dalle eco dei grandi movimenti internazionali degli anni Settanta: dal punk britannico dei Sex Pistols all’emergere della new wave, che accompagnava la progressiva dissoluzione di molte certezze del rock tradizionale. In questo clima di tensione e ridefinizione nasce Punk, album d’esordio dei Decibel, formazione milanese guidata da un giovanissimo Enrico Ruggeri. Milano, in quegli anni, era un laboratorio urbano in cui musica, moda e cultura visiva si contaminavano rapidamente, offrendo al gruppo un terreno fertile per assorbire e rielaborare linguaggi europei contemporanei.
I Decibel attingevano all’energia primaria del punk rock, ma la filtravano attraverso un approccio più strutturato e consapevole, attento tanto al suono quanto all’immagine. 
Punk si colloca così tra i primi e più radicali tentativi di tradurre in ambito italiano un’attitudine di rottura che non è solo musicale, ma culturale: una presa di distanza dai codici estetici dominanti e un’apertura verso un immaginario nuovo, urbano e internazionale. Il disco testimonia la volontà del gruppo di inserirsi in una dialettica più ampia, sfidando linguaggi consolidati e anticipando alcune delle tensioni che avrebbero attraversato la new wave italiana negli anni immediatamente successivi.

Analisi visiva e  lettura simbolica
La copertina, firmata da Mario Convertino, è un capolavoro di grafica concettuale che racchiude in un’unica immagine la tensione e la violenza estetica di fine anni ’70. Al centro campeggia un pugno guantato di borchie, colto nell’atto di infrangere una lastra di vetro (o forse uno specchio): un gesto che che va oltre l’aggressione, diventando un’operazione di iconoclastia culturale.
Sotto l’urto di questo  pugno, vediamo dispersi  frammenti di icone e simboli politici: i Beatles, la bandiera americana, il volto di Bob Dylan, emblemi contrapposti come la svastica, la falce e martello e il segno della pace. 
Questa frantumazione non è casuale: rappresenta la fine delle grandi ideologie del Novecento e la distanza ironica con cui il punk dei Decibel osserva le macerie di un mondo che non intende ricostruire, ma reinterpretare.
Per il titolo “PUNK”, Convertino utilizza la tecnica del collage in stile “ransom note” con lettere ritagliate dai giornali, richiamando direttamente l’estetica sovversiva di Jamie Reid per i Sex Pistols.
All’interno di questo caos grafico spicca, quasi come una firma d’autore, il logo del gruppo: il nome “Decibel”, inscritto entro una sagoma chiaramente fallica, un’intuizione di Convertino che trasforma il carattere tipografico in un segnale d’urto. Qui la sessualità si trasforma in un segno di rottura e destabilizzazione, perdendo ogni connotazione erotica per diventare una forza di urto che sfida i tabù della morale borghese..  Non si tratta di volgarità fine a se stessa, ma di un’affermazione di vitalità prepotente e “scandalosa”, coerente con l’urgenza di una band che intende conquistare lo spazio culturale con un linguaggio nuovo e potente. 
La copertina trasforma il caos in design: la freddezza cromatica dei viola e dei verdi acidi, contrapposta alla carnalità stilizzata del logo, restituisce perfettamente la tensione di un disco che ha segnato la fine dell’innocenza nella musica italiana.

Aneddoti e curiosità
All’epoca della sua uscita, Punk fu stampato in poche centinaia di copie ottenendo un riscontro commerciale molto modesto, con scarse vendite e poca attenzione da parte della critica e del pubblico.
La successiva partecipazione dei Decibel al Festival di Sanremo 1980 con il brano Contessa segnò una svolta di visibilità per la band, contribuendo negli anni successivi alla riscoperta del loro repertorio, incluso l’album d’esordio.

Cenni sull’autore della copertina
Mario Convertino (1948 – 1996) è stato un grafico di rilievo, attivo soprattutto nella grafica musicale e televisiva dagli anni Settanta agli anni Novanta. A partire dalla metà degli anni Settanta ha realizzato alcune delle copertine più originali dell’epoca per artisti italiani come Lucio Battisti, Pooh, Pino Daniele, Gianna Nannini, Krisma e i Decibel.
Ha collaborato con lo Studio Hypgnosis di Londra, in seguito ha applica il linguaggio grafico alla televisione italiana. 
È stato tra i primi designer italiani ad utilizzare la grafica e la videografica nell’ambito televisivo, curando, tra gli altri, il programma Mister Fantasy (Rai 1, 1981-1984), trasmissione pionieristica dedicata alla “musica da vedere”. 
Il suo approccio creativo, che unisce rigore compositivo e sperimentazione, ha avuto un influsso significativo sulla grafica applicata alla comunicazione musicale e televisiva italiana negli anni Ottanta. 
Con la copertina di Punk, afferma l’idea del disco come progetto visivo unitario, in cui l’immagine non accompagna semplicemente la musica, ma ne diventa parte essenziale dell’identità artistica.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California