What About You

Autore copertina
Autore del disco
Anno pubblicazione
2013
Formato disco
LP 12"

What About You 

Bon Jovi

Copertina di Liu Bolin, Alex Haldi

Il disco e contesto storico-musicale
Nel 2013, i Bon Jovi non sono più soltanto una rock band; sono un’istituzione transgenerazionale. “What About Now” arriva in un momento cruciale, segnando l’ultima collaborazione in studio con lo storico chitarrista Richie Sambora. È un disco figlio del suo tempo, aperto a influenze pop e rock moderno, caratterizzato da un suono più misurato e contemporaneo. Tuttavia, la band non rinuncia all’identità costruita in decenni di carriera: quel rock “operaio” e ottimista che ha reso il gruppo la voce autentica dell’America mediana. In un panorama musicale ormai dominato dal digitale, Jon Bon Jovi sceglie di puntare ancora sulla forza del supporto fisico, trasformando la copertina in un’esperienza concettuale capace di gridare: “siamo ancora qui, e siamo attuali”.

Analisi visiva e  lettura simbolica
Dopo anni di copertine fortemente legate alla tradizione rock, con What About Now i Bon Jovi scelgono di affidarsi al linguaggio dell’arte contemporanea per costruire un’immagine capace di dialogare con il presente.
L’artwork di What About Now nasce dall’incontro tra l’illustratore Alex Haldi, autore del murale che costituisce la base visiva dell’opera  e l’artista cinese Liu Bolin, noto come “l’uomo invisibile” per le sue performance di mimetismo. 
Haldi  realizza la base: un enorme sfondo pop-urbano, denso di stratificazioni. Su questo “palcoscenico”, Bolin  esegue la sua performance, dipingendo meticolosamente per ore i corpi e i volti dei quattro membri della band fino a farli scomparire nell’opera. Il “mimetismo totale” riduce la distanza tra icona e realtà e suggerisce una riflessione sull’identità nell’epoca della sovraesposizione dell’immagine: i Bon Jovi non si impongono allo sguardo, ma diventano parte della trama visiva e simbolica del loro stesso racconto.
Il fronte della copertina  è un mosaico di simboli  legati alla lotta e al sacrificio:  il milite che avanza su un terreno roccioso imbracciando la chitarra come un fucile, la mano fasciata del pugile, il cuore trafitto dal pugnale alato, storico logo del gruppo, qui rivisitato in chiave street art. Accanto a questi elementi di forza, compare un dettaglio più intimo: un volto femminile che introduce una dimensione di fragilità e umanità. Sullo sfondo, le stelle della bandiera americana richiamano l’identità culturale del gruppo senza assumere toni celebrativi.
Se il fronte funziona come un mosaico frammentato, l’interno della copertina restituisce unità al racconto: i simboli si stabilizzano, trovano una posizione precisa e diventano parte di una narrazione visiva continua. Sul lato  sinistro domina l’iconografia della resistenza, con il logo della band e il musicista-soldato stagliati sullo sfondo della bandiera a stelle e strisce. Sul lato destro la composizione si fa più intima, affidata al volto femminile (di chiara estetica pop stile Lichtenstein) e alle mani del pugile intente nella fasciatura, gesto che evoca insieme preparazione, sacrificio e cura. L’opera mette così in relazione due dimensioni inseparabili: la forza e la vulnerabilità, la lotta e l’amore.
La palette cromatica, costruita su tonalità che vanno dal blu all’oro, contribuisce a tenere insieme queste polarità, fondendo epica e fragilità in un unico racconto visivo coerente con i temi dell’album.

Aneddoti e curiosità
Jon Bon Jovi rimase folgorato da una cartolina di Bolin a una fiera d’arte, scoprendo che una singola fotografia dell’artista valeva oltre 50.000 dollari. La volontà di investire in un artista di tale calibro dimostra il desiderio della band di elevare il disco a oggetto d’arte collezionabile.
Liu Bolin, abituato a contesti di arte contemporanea d’élite, era inizialmente restio a collaborare con una rock band mainstream. Il “miracolo” avvenne grazie alla moglie dell’artista, grande fan dei Bon Jovi, che lo convinse ad accettare l’incarico.
All’epoca del lancio, la copertina non era solo statica. Scaricando un’app specifica, i fan potevano inquadrare l’artwork per vedere le immagini animarsi e accedere a contenuti esclusivi. È stato uno dei primi esempi di fusione tra arte grafica fisica e tecnologia digitale nel mainstream rock.

Cenni sull’autore della copertina
Liu Bolin (nato nel 1973 nella provincia dello Shandong) è un artista contemporaneo di fama internazionale, noto come The Invisible Man. La sua ricerca unisce performance, fotografia e riflessione sociale. La svolta del suo percorso avviene nel 2005, quando la demolizione del quartiere artistico di Suojia Village a Pechino, incluso il suo studio, lo spinge a sviluppare la poetica della “sparizione”: Bolin decide di fondersi fisicamente con l’ambiente, mimetizzando il proprio corpo nello spazio circostante.
Il suo mimetismo totale non è un atto di fuga, ma una forma di denuncia silenziosa contro i meccanismi del potere, del consumismo e della società contemporanea, che tendono a rendere l’individuo invisibile. Le sue opere sono realizzate attraverso un processo rigorosamente fisico e analogico: l’artista rimane immobile per ore mentre il corpo e gli abiti vengono dipinti a mano per coincidere perfettamente con lo sfondo, senza ricorrere a interventi digitali. È proprio questa presenza nascosta, reale e faticosamente costruita, a dare forza e significato al suo lavoro.
Alex Haldi (1984) è un artista poliedrico e pluripremiato direttore creativo newyorkese, attivo tra arti visive, grafica e comunicazione musicale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti figure dell’industria musicale, tra cui Jay-Z, contribuendo alla costruzione di immaginari visivi capaci di dialogare con la cultura pop e l’arte contemporanea.
Per What About Now ha curato la struttura grafica e l’illustrazione del murale, trasformando – insieme a Bolin – un prodotto commerciale in una riflessione concettuale sulla visibilità e sull’assenza.

L’intervento visivo porta simbolicamente il rock dei Bon Jovi all’interno delle gallerie d’arte contemporanea, superando i confini tradizionali tra musica, branding e pratica artistica.

Museum Hours

9:30–6:00, Monday Until 8:00

Museum Location

2270 S Real Camino Lake California