Quartet In B Flat, K.V. 458 “The Hunt”/ Quartet In D Major, Opus N° 5
Claremont String Quartet
Copertina di Pablo Picasso
Il disco e il suo contesto storico-musicale
Pubblicato nel 1959, il disco comprende due vertici del repertorio cameristico classico: il Quartetto in si bemolle maggiore K. 458 “La caccia” di Wolfgang Amadeus Mozart e il Quartetto in re maggiore op. 76 n. 5 di Joseph Haydn, interpretati dal Claremont String Quartet.
Negli anni Cinquanta, soprattutto negli Stati Uniti, la riscoperta filologica e il rinnovato interesse per la musica da camera conobbero un impulso significativo. Le case discografiche iniziarono a collaborare con artisti figurativi di primo piano, trasformando la copertina in uno spazio espressivo e culturale e contribuendo a ridefinire l’identità estetica dell’oggetto-disco.
L’opera: lettura simbolica e culturale
La copertina riproduce Centauro y baccante con un fauno, litografia realizzata il 2 febbraio 1947 da Pablo Picasso presso l’atelier parigino di Fernand Mourlot. L’immagine non nacque per il disco: la sua esecuzione precede di dodici anni la pubblicazione dell’album. Picasso non progettò dunque una copertina ad hoc, ma autorizzò l’utilizzo di un lavoro già esistente.
Proprio in questo scarto temporale si rivela la qualità della scelta editoriale: la casa discografica non si limitò ad associare un nome celebre alla propria produzione, ma individuò in questa scena mitologica un’immagine capace di interpretare visivamente il repertorio musicale proposto. La copertina diventa così un atto critico, una forma di lettura iconografica della musica.
A un primo sguardo la litografia potrebbe sembrare un disegno a inchiostro; in realtà è una stampa in cui il segno, denso e materico, conserva tutta l’energia del gesto. Le linee sono rapide, sicure, essenziali: ogni tratto vibra di immediatezza espressiva.
La scena mette in relazione tre figure della mitologia antica: un fauno che suona il flauto doppio, un centauro armato e una baccante appena accennata. Nel secondo dopoguerra Picasso torna con insistenza a questo immaginario classico, rielaborandolo in chiave personale. Il fauno richiama l’origine pastorale e dionisiaca della musica; il centauro, creatura liminale sospesa tra uomo e animale, incarna la tensione tra istinto e ragione. La figura femminile, ridotta a pochi tratti, appare più come un’apparizione che come una presenza descrittiva.
Non si tratta di una narrazione naturalistica, bensì di una costruzione simbolica. L’iconografia animale, ricorrente nella produzione picassiana, rimanda a una dimensione archetipica di forza, conflitto ed energia generativa. In dialogo con il Quartetto K. 458 “La caccia” di Wolfgang Amadeus Mozart, i richiami pastorali e venatori trovano un’eco visiva nell’immaginario mitico evocato dalla scena.
Il contrasto tra la vitalità arcaica dell’immagine e l’equilibrio formale dei quartetti di Mozart e di Joseph Haydn genera una tensione estetica significativa. Il bianco e nero netto, ridotto a linea e gesto, dialoga idealmente con la scrittura per quattro archi: un linguaggio essenziale, privo di artifici, capace di costruire un universo sonoro complesso attraverso mezzi minimi.
In questa prospettiva, la copertina non è semplice cornice, ma spazio di interpretazione: un dispositivo visivo che orienta l’ascolto e traduce in immagine la vitalità profonda del classicismo musicale.
Curiosità e aneddoti
La litografia realizzata da Pablo Picasso nel 1947 misura circa 50 × 66 cm e fu stampata a Parigi dal celebre atelier Fernand Mourlot in una tiratura limitata di 50 esemplari, oltre ad alcune prove d’artista.
Colpisce il fatto che l’industria discografica americana abbia scelto questa immagine dodici anni dopo la sua creazione per accompagnare un repertorio musicale del XVIII secolo. All’epoca si trattava di un accostamento audace: l’energia del segno picassiano suggeriva che la musica di Wolfgang Amadeus Mozart e Joseph Haydn non fosse un reperto polveroso del passato, ma una materia ancora viva, pulsante e attuale.
Il passaggio da una stampa del 1947 alla copertina di un disco del 1959 testimonia quanto Picasso fosse già considerato una vera e propria “star”: la sua firma conferiva prestigio e autorevolezza a prodotti culturali di diversa natura, dal balletto alla musica da camera.
L’immagine appartiene al periodo in cui l’artista, stabilitosi nel sud della Francia, in Costa Azzurra, recuperò con forza l’immaginario classico. Fauni e centauri divennero figure ricorrenti, simboli di vitalità, sensualità e di un ritorno alle radici arcaiche e primigenie dell’arte.
L’autore dell’opera
Pablo Picasso (1881 –1973) è una delle figure centrali dell’arte del Novecento. Cofondatore del Cubismo con Georges Braque, attraversò stagioni stilistiche profondamente diverse, dal periodo blu e rosa alla rivoluzione cubista, fino alla produzione tarda, segnata da una libertà espressiva sempre più radicale.
La sua ricerca si estende dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla grafica, rivelando una capacità straordinaria di reinventare continuamente il linguaggio visivo. Più che introdurre nuove forme, Picasso ha messo in discussione il concetto stesso di rappresentazione, ridefinendo il rapporto tra realtà e immagine e influenzando in modo duraturo l’arte contemporanea e l’immaginario del XX secolo.




